Fonti di Finanziamento

In questa sezione, vanno inseriti i versamenti di capitale di rischio che si pensa di investire nell’azienda, coerenti con la percentuale di Equity/Debt eventualmente prestabilita. Si ricorda che trattasi di quote annuali e quindi, per es., al 31/12/2017 il capitale sociale sarà formato dalla somma delle singole quote annuali. Nell’esempio sarà pari a € 300.000. Si sottolinea che la voce Finanziamento soci è stata inserita, per la sola fase di input nel Capitale di rischio, ma in fase di riclassificazione dei bilanci viene correttamente considerata come Capitale di terzi e quindi ricompresa nell’indebitamento dell’azienda.

Inserire il tasso di interesse da corrispondere per l’eventuale finanziamento soci, la durata del prestito ecc. Il software, unico nel suo genere, calcola anche un eventuale preammortamento e/o moratoria.

Se, invece, si vuole prevedere la restituzione di Equity o del finanziamento soci basterà semplicemente inserire il valore con il segno negativo.

Gestione debiti verso banche a breve termine

Tale gestione è utile per definire il valore di utilizzato che verrà contabilizzato nello Stato Patrimoniale.

Le banche a breve sono suddivise tra le forme tecniche dello sconto di fatture salvo buon fine (SBF) e lo scoperto di conto corrente (FIDO) che chiaramente seguiranno dinamiche differenti. Bisogna prestare la massima attenzione ai valori inseriti precedentemente nella tabella riportata al termine della sezione Bilancio consuntivo/Stato patrimoniale passivo, ma è comunque concessa facoltà di variazione degli stessi sia in aumento che, come spesso accade nelle ipotesi di ristrutturazione, in diminuzione.

Ho, a tal fine, la possibilità di scegliere due diverse modalità:

  • Manuale
  • Automatica

Manuale

Con la prima viene richiesto di inserire il valore dell’utilizzato per gli anni di previsione come somma del valore dello scoperto di c/c (Fido) e autoliquidante (SBF). Tale opzione è molto utile se ho la necessità di rappresentare nello Stato patrimoniale previsionale un dato valore dell’utilizzato del fido o dell’autoliquidante per i vari anni di analisi. Questo capita di norma quando devo ad esempio consegnare il piano ad una banca che si aspetta sempre un valore dell’utilizzato pari a quello che si richiede alla banca stessa. Nella seconda opzione (automatica) infatti potrebbe accadere che non venga utilizzata tutta la disponibilità del fido o dell’SBF. Questo può derivare da due ragioni: nel caso del fido perché gli algoritmi del software non danno la possibilità di utilizzarlo per costi non correnti come ad esempio l’acquisto di immobilizzazioni o il pagamento delle imposte mentre nel caso dell’SBF può accadere che le dinamiche degli incassi delle fatture non permettano di utilizzare tutto il castelletto e pertanto potrei avere un valore dell’utilizzato a fine anno inferiore a quello desiderato. Ritornando all’impostazione manuale, se si sceglie tale opzione è importante evidenziare che il software effettua una semplificazione per l’imputazione dell’utilizzato nei flussi di cassa: il valore dell’utilizzato del fido non comporta nuova cassa, dato che si presume già utilizzato, mentre l’SBF determinerà nuova cassa pari al valore dell’utilizzato. Facciamo un esempio.

Nell’ultimo bilancio a consuntivo (2019) ho un valore dei debiti verso banche a breve (utilizzato) così suddiviso:

SBF € 400.000

Fido € 200.000

Nella sezione “Fonti di finanziamento” sceglierò l’opzione “Manuale” dalla finestra a tendina e inserirò manualmente il valore dell’utilizzato che ritengo opportuno come somma di SBF + Fido. Se decido di mantenere il livello dell’utilizzato uguale all’anno precedente inserirò € 600.000 (400.000 + 200.000).

Questo comporterà:

  • Stato patrimoniale: Debiti verso banche a breve € 600.000 (valore utilizzato SBF + Fido
  • Flussi di cassa: + € 400.000 che si compensa con € -400.000 di rientro del debito per i crediti scontati dell’anno precedente.

Impatto sulla cassa SBF: nell’esempio nel 2020 e 2021 avrò la possibilità di portare allo sconto fatture per € 400.000. In pratica succede questo: un valore dei crediti imputati a bilancio consuntivo pari a € 400.000 alla loro scadenza non vengono incassati dall’azienda perché già scontati dalla banca che ricostituirà il castelletto dell’SBF (€ 400.000) con cui l’azienda potrà scontare altre fatture. Questo non comporta che ogni anno l’azienda abbia delle disponibilità di cassa aggiuntive pari allo sconto ma che il livello sia costante. Se, al contrario, nel 2020 la banca mi revocasse il castelletto e non potessi più scontare fatture, questo comporterebbe un valore della cassa in meno nel 2020 proprio pari a – € 400.000.

Impatto sulla cassa del Fido: in questo caso non c’è nessuna variazione nella cassa dato che il fido si mantiene utilizzato per € 200.000.

Se, invece, aumento il valore dell’utilizzato rispetto all’anno precedente, questo aumento mi comporterà un pari aumento della cassa.

Automatica

Bisogna prestare la massima attenzione ai valori inseriti precedentemente nella tabella riportata al termine della sezione Bilancio consuntivo/Stato patrimoniale passivo, ma è comunque concessa facoltà di variazione degli stessi sia in aumento che, come spesso accade nelle ipotesi di ristrutturazione, in diminuzione. L’eventuale sconto di fatture opererà automaticamente sia sulla base del fatturato da scontare che della disponibilità del castelletto sino alla saturazione. Tale saturazione però potrebbe non avvenire perché l’utilizzo dello sconto è legato all’effettiva possibilità di portare fatture allo sconto. Le dinamiche degli incassi come una diminuzione del fatturato può comportare un utilizzo minore del castelletto e quindi un valore minore dell’utilizzato a fine anno che ritroverò nello stato patrimoniale previsionale alla voce debiti verso banche a breve.

Preme sottolineare che la quota imputata a FIDO non sarà utilizzata dal software per la copertura di eventuali debiti finanziari a lungo termine, ma solo per necessità di circolante. Questa limitazione si rende opportuna per far sì che l’utente sia in grado di riconoscere un eventuale deficit derivante da debiti finanziari a lungo termine come mutui e/o leasing eventualmente consolidati in precedenza e trovare la giusta copertura, ad esempio attraverso una ulteriore immissione di risorse proprie, vendita di cespiti ecc. o un differente consolidamento che permetta di riequilibrare la situazione finanziaria.

IMPORTO MINIMO DI CASSA Parametro che serve a regolare l’utilizzo del fido. Premesso che il Fido interviene esclusivamente per la gestione corrente e non per il pagamento di debiti bancari o leasing, l’importo minimo di cassa rappresenta una soglia minima al di sotto della quale l’azienda preferisce utilizzare il fido invece che il denaro in cassa per i pagamenti correnti. Se si imposta un valore molto alto del parametro il fido verrà utilizzato maggiormente, viceversa se si imposta un valore basso.

Gestione debiti verso banche a lungo termine

Questa sezione è dedicata all’ammortamento del valore dei mutui già presenti nel passivo dello Stato Patrimoniale a consuntivo alla voce 4) Debiti verso banche oltre i 12 mesi, distinto singolarmente fino a tre mutui differenti. Se i singoli mutui sono superiori a tre è necessario sommare quelli in eccedenza al numero permesso di inserimento.

È possibile inserire anche la ragione sociale dell’istituto di credito che ha concesso il mutuo

Nella cella Residuo al 31-12-2014 bisogna inserire il valore residuo del mutuo risultante dall’ultimo bilancio approvato. Nelle celle successive inserirò la quota annua di ammortamento come da piano di ammortamento. Nelle celle relative agli oneri finanziari dovrò invece inserire il valore degli oneri finanziari associati al mutuo, ricavato anch’esso dal piano di ammortamento.

In questa sezione l’utente dovrà indicare il valore degli eventuali nuovi mutui richiesti. È possibile inserire fino a 4 mutui distinti. Una volta inseriti i parametri del mutuo (tasso, durata, fisso o variabile ecc.), il software calcolerà automaticamente il piano di ammortamento inserendo i valori corrispondenti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. Se il tasso praticato è fisso lasciare la lettera “F” nella cella TIP. TASSO.

È possibile prevedere anche l’ipotesi in cui il tasso di interesse praticato dalla banca non sia fisso, ma variabile. In questo caso basta inserire la lettera “V” nel riquadro precedente e il tasso variabile praticato.

È possibile inserire fino a 5 leasing distinti che verranno contabilizzati secondo il metodo “finanziario”.

L’imputazione dei parametri è identico a quello dei mutui bancari con la differenza che per i leasing è possibile prevedere anche una eventuale percentuale relativa al canone iniziale e al riscatto finale del bene.

Questa sezione è dedicata alla possibilità di usufruire di eventuali contributi e/o finanziamenti agevolati sul valore dell’investimento che l’azienda vuole effettuare. È possibile Inserire, per esempio, rispettivamente: la percentuale del contributo a fondo perduto sull’investimento; la percentuale di prestito agevolato sull’investimento; il valore del contributo in c/gestione, che viene però inserito in euro.

Inserire la percentuale di utili che si destinerà alla distribuzione ai soci sotto forma di dividendi. Per convenzione, il primo anno non sono previsti dividendi, mentre per i successivi la politica di distribuzione dovrà essere coerente con gli anni d’investimento e con il rapporto utili/flussi di cassa previsionali.

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